Shopping compulsivo? E’ una vera e propria malattia: ma cosa la scatena? La scienza la riconduce a fattori ben chiari.
La malattia dello shopping compulsivo colpisce in particolar modo le donne, anche se gli ultimi anni hanno visto un incremento dei casi anche tra la popolazione maschile. Si tratta di una vera e propria dipendenza, una “droga” da acquisti, un disagio psicologico al pari degli altri.
Nonostante si tratti di una condizione socialmente più accettata rispetto ad altre patologie psichiche, lo shopping compulsivo è una malattia decisamente subdola. Purtroppo, nella maggior parte dei casi ci si limita a subire qualche battuta dagli amici, in realtà si dovrebbe seguire un percorso di ripresa e uscita dalla malattia (e, soprattutto, dai suoi fattori scatenanti).
L’atteggiamento dell’acquisto senza controllo nasce sul bisogno di riempire un vuoto, generalmente di natura affettiva. Si cerca un “premio” per superare fatiche della vita ed è una condizione che può colpire qualunque classe sociale, finendo per generare addirittura problemi familiari.
Accade di frequente che chi è affetto da questa patologia psicologica non ha le possibilità economiche per dedicarsi a continui acquisti, tuttavia le cose sfuggono al proprio controllo e lo shopping continua anche oltre quelle che sono le disponibilità. Questo finisce per mettere in crisi le proprie finanze e quelle della propria famiglia.
A lungo andare, la situazione può diventare critica a tal punto da rovinare la qualità della vita in casa. L’impulso quotidiano di acquistare impedisce il ragionamento critico e obiettivo e porta allo shopping di cose tendenzialmente inutili. Se la possibilità di fare compere viene meno, si cade in uno stato di stress. Al contrario, lo shopping genera euforia, seguita poco dopo da senso di colpa e vergogna. E’ un meccanismo paragonabile a quello dell’assunzione di stupefacenti.
Chi è affetto dalla malattia dello shopping compulsivo, vedrà la propria vita compromessa dall’unico e monopolizzante pensiero di dover fare acquisti. Si è distratti a lavoro e in famiglia, si è sempre agitati finché non si appaga la propria mania. Oggigiorno, con le piattaforme e-commerce, la possibilità di acquistare sempre e ovunque ha reso la malattia ancora più seria e difficile da gestire.
Il primo campanello d’allarme dovrebbe suonare quando ci si rende conto (o se ne rende conto chi è intorno al soggetto patologico) che si sta spendendo oltre le proprie possibilità economiche. Ad esempio, quando si è già pieni di scarpe ma se ne continuano a comprare pur arrivando a fine mese in condizioni critiche e con la serenità familiare compromessa.
Tutti, seppur in misure diverse, amiamo fare shopping e farci dei regali, ma quando se ne è dipendenti la situazione è ben diversa. Ci si deve interrogare sul perché si continuano ad acquistare cose inutili e da quanto tempo accade. Ripercorrendo gli avvenimenti e mostrando piena sincerità a sé stessi, si andrà a scovare il fattore scatenante della malattia. Allo stesso modo, si deve analizzare il proprio stato d’animo a riguardo: se si interrompono le compere, come ci si sente?
La malattia dello shopping compulsivo è trattata psicologicamente come una vera e propria dipendenza. Se da soli non si riesce ad uscirne, una volta presa consapevolezza, è importante non vergognarsi di parlarne e chiedere aiuto. Il supporto di un professionista potrebbe essere la via d’uscita da una condizione degenerativa.
Una nuova sperimentazione della Paradromics potrebbe ridare la parola a persone disabili senza capacità di…
Non sempre la preparazione del tacchino fila liscia come desideravamo: possiamo ritrovarlo eccessivamente unto senza…
La scienza ha compiuto importanti passi avanti in fatto di tumore al pancreas: ora sarà…
C’è un'età precisa in cui passiamo dalla giovinezza alla vecchiaia: la scienza ha determinato questo…
Non tutti sanno che ansia costante e forte stress possono contribuire all’insorgere di forme tumorali:…
L'aggressività alla guida è un problema piuttosto comune: ma quali fattori del tragitto in strada…